- quota complessiva FER al 2030: 29%
- quota minima di biocarburanti avanzati + RFNBO: 8%
- sotto-obbligo specifico per combustibili rinnovabili di origine non biologica (idrogeno e derivati)
Per il settore dell'industria il decreto introduce un obbligo strutturale sull’idrogeno:
- 42% al 2030
- 60% al 2035
dell’idrogeno utilizzato nell’industria deve provenire da combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO). È una delle innovazioni più incisive, perché impatta direttamente sui settori hard-to-abate.
Viene rafforzato il principio dell’uso “a cascata” della biomassa:
- stop a nuovi incentivi per biomassa forestale destinata esclusivamente alla produzione elettrica;
- divieto di sostegno per legname tondo industriale destinato a uso energetico.
Il messaggio è chiaro: priorità all’uso materiale del legno, l’uso energetico è residuale.
Il decreto rafforza e riscrive l’Allegato III sugli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici, ampliando l’ambito applicativo e irrigidendo le percentuali minime. È qui che si colloca una delle innovazioni operative più rilevanti.
Clicca sulla tabella per scaricare la sintesi del decreto.











